Riflettendo sull’incontro con Sergio Nazzaro…

nazzaroDurante la giornata del 29 aprile 2022 le classi terze dell’istituto Marco Tullio Cicerone, hanno avuto la possibilità di partecipare all’incontro con lo scrittore e giornalista Sergio Nazzaro, autore del testo “Fort Alamo. La criminalità nigeriana e la tratta degli esseri umani”.

 Un fenomeno sociale di cui non si parla molto ma ordinariamente si assiste a situazioni di questo tipo. Si è facilmente portati a rassicurarsi con il pensiero di essere cittadini rispettosi delle leggi e del nostro Paese, che le cose terribili, come la tratta umana, siano problemi che riguardino solo delle “povere ragazze africane” e che le forze dell’ordine debbano intervenire sui responsabili. Insomma, è facile pensare che queste realtà non ci riguardino o siano lontane dalla nostra vita quotidiana. Tuttavia, quest’incontro ha spinto ad allargare l’orizzonte dei presenti e a riflettere sul concetto di legalità, che non è semplicemente il rispetto passivo delle leggi di un codice ma l’attenzione e il rispetto per l’altro.

Come per tutti i fenomeni mafiosi l’effettivo alimento all’illegalità è l’indifferenza, ossia l’omertà, tutti sono a conoscenza della verità ma si preferisce tacere. Perché lo si fa? Spesso per paura.

La paura tende a far sì che le persone si isolino, senza sapere che l’unico mezzo per abbattere le mafie è unirsi insieme facendo nostro il messaggio che il Magistrato Giovanni Falcone ci ha lasciato nella storia della lotta alle mafie, ossia: “muore chi è solo”.

Quindi, per fare in modo che giornate come questa vissuta a scuola, non restino solo “un momento di confronto” ma diventino concretezza nel vivere sociale è necessario che si mantenga alta l’attenzione su questi fenomeni e un primo importante passo, accessibile a tutti, è trovare il coraggio di denunciare. 

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